mercoledì 18 maggio 2011

Il cibo è tuo amico e ti può guarire. Scopri come.

Sconvolta dalla ritrovata forma fisica e soprattutto mentale di un caro amico, mi sono messa a leggere il libro che gli ha cambiato la vita. Si tratta di "Mangia che ti passa" di Filippo Ongaro. Lo conoscete?

Avevo già sentito di questo libro e delle teorie di Ongaro che riguardano la correlazione tra alimentazione e malattie e sulla possibilità di evitare o guarire da certe malattie stravolgendo la nostra alimentazione. Tuttavia il leggerlo mi ha abbastanza sconvolto. Di base tutta la nostra alimentazione mediterranea, che mette alla base della piramide nutritiva i carboidrati bianchi, è SBAGLIATA.

Dovremmo adottare un'alimentazione a base di proteine sane (legumi in primis) ed eliminare come la peste latte e latticini, zuccheri, carboidrati raffinati (pasta e pane bianco, dolci, bevande zuccherate, succhi di frutta ecc.), acidi grassi insaturi (carni rosse e salumi) e idrogenati. Tutti elementi presentissimi nel nostro carrello tipico del supermercato.

Lo sto ancora leggendo e da una parte sono confortata perché alcune regole sono già la base della mia cucina casalinga. Ma la riflessione che mi ha SCONVOLTO è che i principi che Ongaro sostiene - dottore di livello e fama internazionale membro dell'Agenzia Spaziale e medico di astronauti - sono quelli che io ho adottato per Davide fino al suo ingresso alla materna, dove, fatalmente, gran parte della sua alimentazione mi è sfuggita dal controllo.

Davide per i primi 3 anni di vita mangiava solo cereali totalmente integrali, frutta e verdura a vapore a volontà, quintali di legumi (è stato svezzato a lenticchie e piselli), niente carni rosse (mai ancora adesso) e raramente carni bianche. Moltissimo pesce, soprattutto salmone. Niente assolutamente zuccheri, biscotti, succhi di frutta, coca cola e affini, merendine preconfezionate, dolciumi, caramelle ecc. ecc.

E quindi la domanda è sorta spontanea: ma vuoi vedere che Ongaro ha ragione davvero e che il mio bambino ha le sue famose difese da cyborg perché quel metodo funziona?

Vi prego, ditemi qualcosa.

mercoledì 11 maggio 2011

Gita al Bosco in Città

Prima gita ufficiale dell'asilo del mio bimbo con tanto di sleepover.

Ok, non è la prima volta in assoluto che dorme lontano da noi. D'estate va almeno una settimana in montagna con i nonni, è stato con loro al mare mentre io ero in Corea ecc. ecc. Però è la prima volta che fa una gita DA SOLO. Senza genitori, senza nonni ma solo con i suoi amici e le sue maestre.
Inutile che stia qui a girarci intorno: è grande, è cresciuto. Apprezza la compagnia dei suoi simili.

E io sono qui a struggermi e a guardare che a momenti sciolgo i pixel la foto che mi ha inviato la maestra via mms.

martedì 3 maggio 2011

Per uno spazzolino da denti sterilizzato

Oggi ho scovato questo delizioso gadget: l'igienizzatore per spazzolino da denti che uccide tutti i germi e batteri tra un lavaggio e l'altro. Adorabile.

A prima vista sembra un portauovo. In realtà si chiama Violight ed è uno scatolino dentro al quale è all'opera una lampada sterilizzante, come quella di quella specie di tostapane che hanno le manicure. Si inserisce il nostro spazzolino da denti (elettrico o manuale) a testa in giù e in pochi minuti è tutto sterilizzato. Addio alle varie schifezze che vengono fuori dalla nostra bocca o che si appoggiano sopra mentre lasciamo gli spazzolini tipicamente sul bordo del lavandino.

Costa sui 35€, spese di spedizione comprese. Meraviglioso.

martedì 19 aprile 2011

Abbasso i parchi a tema

Non posso nemmeno colpevolizzare qualcun altro perché ho voluto io aderire. Tuttavia la domenica al Safari Park è stata massacrante. Divertimento per i piccoli, sbattimento COSTOSISSIMO per i grandi.

Certamente chi progetta i parchi a tema conosce bene i bambini. E pure i loro genitori, disposti a TUTTO pur di vedere i propri figli sorridere. Ma forse è l'ora di svegliarci e di imparare a divertirci con altri sistemi.
Ieri siamo stati al Safari Park (ex Zoo Safari) di Varallo Pombia (NO). Ok, era certo che ci saremmo trovati immersi in un bagno di folla a cuocere sotto il sole dentro file chilometriche condite di genitori isterici e bambini urlanti. Tutto ovvio, tutto previsto ma - chissà come mai - l'entusiasmo ci ha contagiato a vicenda e in 5 famiglie abbiamo deciso di andare lo stesso.

A parte l'ora e passa di coda per riuscire solo ad accedere all'ingresso del parco, ci siamo trovati immersi in un sistema totalmente delirante. All'ingresso (costo € 17 adulti, € 12 i bambini) ti sbandierano un mitologico "ALL INCLUSIVE" esattamente mentre ti infilano in mano la piantina del parco e ti addebitano istantaneamente 1€ in più sul biglietto che stai pagando. Ma sei talmente felice di essere giunto alla meta (questo almeno "credi") che fai finta di niente.


Il safari, lo dice la parola, prevede che tu con il tuo mezzo ti avventuri sulle stradine di un percorso prestabilito all'avvistamento degli animali liberi nel parco. Ma noi, per far stare tutti insieme i bambini, optiamo per il parcheggio delle auto e la salita sul trenino. Un'ora e venti di coda e 2 € aggiuntivi a testa. Bambini tutti insieme a fondo vagone e genitori in ordine sparso nei pochi posti liberi rimasti negli altri vagoni. Tanti saluti all'esperienza di gruppo.

Non sto qui a disquisire sulla tristezza assoluta che mi ha assalito al vedere questo orrendo serpentone infinito di macchine, una attaccata all'altra, snodarsi lungo l'intero percorso. Ovunque mi girassi c'erano macchine e macchine. Cioè, non sono macchine in mezzo alla natura ma dei poveri animali spauriti o rintronati in mezzo a una città fatta di scarichi e di genitori deficienti che, per far vedere gli animali ai bambini, li sganciano dai seggiolini, li sporgono dai finestrini, se li tengono tra le gambe mentre guidano ecc. ecc. (altissima percentuale di incidenti).

Ma la cosa che ho trovato assurda e incredibile è che come siano totalmente ASSENTI tutte quelle cose che rendono un luogo a misura di bambino. Niente bagni per i piccoli (solo turche), niente fasciatoi, niente depositi/parcheggi per i passeggini, niente seggioloni o seggioline nei carissimi bar del parco. In compenso esplosione totale di orrendi peluche a forma di scimmia, zebra, giraffa. O-r-r-e-n-d-i.
All'estero decisamente NON è così, in Svezia (patria dell'Ikea non per nulla) questi posti sono davvero a misura di bambino e i genitori ben volentieri si smazzano ore di coda o costi di ingresso perché sanno che, una volta dentro, la loro vita e quella dei loro piccoli si arricchisce di esperienza e si facilità nella gestione. Da noi è tutto l'opposto: complicazioni e disagi per tutti, a cominciare dagli animali.

Insomma, mi ha preso una tristezza che non vi so dire. Sono io strana? Sono io anomala a non amare questi divertimentifici pre-confezionati? O è solo che dovevo andarci prendendo un giorno di ferie infrasettimanale? Mah.... anche perché alla fine quello che è piaciuto di più ai bambini che cosa è stato? Correre in cerchio nel parcheggio delle auto.
Riflettiamo, genitori, riflettiamo....

martedì 29 marzo 2011

Son tornati i clogs

O si amano o si odiano. In genere noi donne li amiamo e gli uomini li considerano orrendi. Che dire, sarà una cosa tutta femminile ma io li adoro. Voglio i clogs!!

La scorsa settimana sono andata a Stoccolma con la mia amica Marta che di mestiere fa la cool hunter per un grande brand itaiano di scarpe e giacconi. Il più grande in assoluto. E vVi ho già detto tutto. Per una fashion victim totale come me, non potevo rimanere insensibile di fronte alle perle di saggezza che mi ha svelato e che ci hanno condotto negli shop ubertrendy dei vari brand svedesi di ultratendenza: Acne, Cheap Monday, Weekday, Monki e ovviamente H&M nel cui flagship store abbiamo fatto del gran bene all'economia svedese.

Ebbene, grande tendenza per la prossima estate e il prossimo inverno, saranno di nuovo gli zoccoli. Ovviamente gli originali svedesi, preferibilmente gli Hasbeen. E se mentre eravamo là a provarli con fuori la neve mi lasciavano piuttosto perplessa, adesso che me li sono lasciata sfuggire li voglio da star male. Sarà perché sono realizzati con criteri ecologici, di biocompatibilità, senza tinte artificiali ecc. ecc. ma so che li desidero da impazzire.

Certo la domanda sorge spontanea: e dove mai me li metto? Per la school run del mattino dove sono sempre in ritardo? Certo non sono il massimo per correre con un marmocchio per mano. Oppure quando vado in giro in bici? Nemmeno per quello sono una goduria. Beh, la risposta è semplice: non mi rimane che metterli per annaffiare le piante sul balcone. Un utilizzo molto ragionevole, non trovate?

Ho trovato il loro sito che li vende online e spedisce anche in Italia. Che faccio? È una pazzia o li compro?

venerdì 25 marzo 2011

Muesli di farro bio all'Iper

Sono troppo eccitata. Oggi all'IPER ho scoperto tutto un nuovo reparto di prodotti a marchio Iper biologici confezionati in scatolotti quadrati (ecobio, riciclosi in fibra di mais) meravigliosi. E che bontà!



Oggi, per la prima volta in vita mia, mi sono sentita in un paese civile. Non il solito terzo mondo supermercatico - perdonate l'espressione - in cui vivo abitualmente. All'Iper del Portello scopro un nuovo reparto dove ci sono in bella mostra un sacco di adorabili scatolotti quadrati conteneti tutti i muesli possibili e immaginabili con tanto di vaschette di frutta fresca, secca, disidratata etc. che va dagli introvabili mirtilli rossi alle fragole disidratate. Uno spettacolo di civiltà, sembrava di stare da Waitrose o Sainsbury's.

Ho provato i muesli croccanti di farro e sono a dir poco straordinari, con un bell'effetto lassativo-svuotapancia che è giusto quanto mai gradito. E poi le confezioni in mais riciclato e riciclabile sono bellissime da usare anche in casa. Appena finiti i muesli ci ho prontamente schiaffato dentro le lenticchie rosse. Oltretutto, essendo finalmente quadrate, sono facilmente impilabili anche negli angolini della credenza. Insomma, oggi sono felice.

mercoledì 16 marzo 2011

L'asilo ti aiuta a riciclare

Devo dire che, finalmente, al terzo anno di asilo del mio bimbo concordo con questo approccio "socio-costruttivista" che fa giocare i bambini solo ed esclusivamente con materiali di riciclo.

Io detesto i giocattoli di plastica e a Davide non ne ho mai comprati. So solo io quante scarpinate a cercare solo cose di legno, di materiali riciclati, del commercio equo e solidale ecc. Anche perché, sono onesta, il mio piccolo ha sempre avuto molta fantasia e quindi la sua passione è sempre stata inventare storie. Con ciò non demonizzo assolutamente i giocattoli pre-costituiti. Non più tardi di ieri sera ho comprato al mostriciattolo un terrificante castello dei fantasmi in pura plastica cinese. Quindi...

Ebbene, al suo asilo (il Faravelli di Milano) hanno sempre usato questo metodo socio-costruttivista secondo il quale si asseconda e si stimola la fantasia del bambino sfruttando i materiali che ha a disposizione. Per cui se i bambini vogliono una macchina, devono ingegnarsi con quello che trovano in classe per costruirla. Se vogliono una casetta per le bambole, devono costruirsela. Un metodo un filo nazista che ho sempre banalmente tollerato ma che adesso invece apprezzo infinitamente perché vedo che Davide ha sviluppato una fantasia infinita, è bravissimo nella manualità e la famiglia si è liberata di un sacco di ruffo! Eh sì, perché adesso tutte le scatole strane si portano a scuola, i rotoli di carta igienica vuoti, i tappi delle bottiglie, la plastica con le bolle, i cartoni ondulati, i contenitori delle uova, i vassoietti della carne, nastri, corde, elastici, coperchi, bottiglie, flaconi colorati... Insomma, l'asilo è diventato la discarica numero due.

E dovete vedere che cose stupende realizzano i bambini! Insomma, riciclati e contenti.

Guardate che belli questi link! Preziosi per giornate uggiuosissime come oggi!

http://www.ioricreo.org

www.riciclarte.it