martedì 15 marzo 2011

Il riciclo ti fa verde... di bile

E sono brucianti lacrime quelle che ho metaforicamente pianto quando mi sono vista recapitare una salatissima multa per ... riciclo sbagliato.

L'esatta dicitura della contravvenzione è: "Per aver inserito nel contenitore adibito alla raccolta differenziata di carta materiali di dimensioni non consentite". No, dico. Ma scherziamo!?!??!!?

Posto che l'oggetto scandalo, pietra di discordia, era una scatola di Amazon grande la metà di una scatola da scarpe, dove mai stanno pubblicate di grazia le dimensioni delle cose di carta che si possono/devono mettere dentro i cassonetti bianchi!??!?! E soprattutto, dove viene spiegato quanta è la multa per il summenzionato crimine?

Sono furente. Ho dovuto sganciare € 60,64 di danno e di beffa. Danno a ME, che riciclo e differenzio coscientemente, certosinamente e attentamente da prima ancora che esistesse la raccolta obbligatoria e nulla a chi se ne sbatte altamente di vetro, plastica e ruffo vario come tante mie amiche?!?!?!

Sono nera, anzi, verde. Però stavolta di bile.

martedì 1 marzo 2011

Sono normale a commuovermi per gli Oscar?

Ci speravo davvero fortissimamente perché il film è fantastico, perché lui è un attore coi fiocchi, perché è una persona vera in un mondo di plastica totale. E il fatto che abbia vinto davvero mi ha commosso.


Possibile che io pianga, ma lacrime vere con singhiozzi, ogni volta che qualcuno vince qualche cosa? Non parlo di idiote partite o di soldi fortuiti ma di vittorie sudate, costate, fatica come quelle nello sci, nel nuoto o - per stavolta almeno - nello spettacolo.

Sebbene fisicamente non mi piaccia, trovo Colin Firth un attore eccezionale, sensazionale, espressivo e spiritoso, formale ed originale, la quintessenza della britishness più totale stemperata dall'italianità della moglie.

E quindi, dopo averlo fortissimamente sperato, oggi apprendo che ha vinto l'academy award per l'altrettanto strepitoso "The king's speech".

E ho pianto come un vitello. Grande Colin. Godetevi il discorso, mica come altri pirloni che lo hanno preceduto.

Godetevelo tutto, go Colin! Sei una gemma preziosa finalmente scoperta.

http://www.youtube.com/watch?v=gW-tuW85LK4

mercoledì 9 febbraio 2011

Sacchetti bio solo per i supermercati?

Finalmente tutti i supermercati si sono convertiti al sacchetto in bio mais alias finta plastica. Infatti dopo decenni - da geni totali - ci siamo accorti che gli altri stavano facendo soffocare noi e il pianeta. Un applauso ai supermercati. E tutti gli altri!??!?!?!?!!?


La domanda mi è sorta spontanea all'ennessima rottura del sacchetto in bio-plasti-mais che si impiglia nei raggi della mia bici e fa cadere tutto per strada. Ma scusate, come mai si è fatto tanto can-can per le sportine dei supermercati in plastica obbligando il mondo della GDO a passare al biomais e invece tutti gli altri negozianti possono serenamente usarli?

Cito a campione, seguendo lo shopping di oggi: DISNEY Store, Accessorize, Herbalife, salumaio e panettiere sotto casa.

A loro chi ci pensa? Beh, dobbiamo pensarci noi. Io oggi mi sono spaccata la schiena ad andare a fare la spesa in bici e a portarmi lo sportone dell'Ikea in plastica/carta riciclata sulla spalla. Però devo dire che sono contenta. Sarà una gocciolina ma il fatto di andare a fare la spesa in bici e col mio saccone mi mette di buonumore. Anche se stasera dovrò spalmarmi l'arnica...

lunedì 7 febbraio 2011

E oggi...McDonald's

Sabato pomeriggio siamo andati a vedere il musical Mamma Mia e, come promesso in premio, abbiamo portato Davide per la prima volta da MacDonald. Devo dire che il cibo non era schifo ma tutto il resto....

Allora, come potete facilmente immaginare, una che mangia bio, attenta alle etichette, alla composizione della piramide alimentare, cuoca appassionata, rifugge il fast food come la peste. Anzi, per me il fast food È la peste :-).
Eppure negli anni ho dato grande contributo ai vari Burger King (il mio preferito, l'hamburger alla griglia è imbattibile), McDonald, Wimpy, Burghy (chi era a Milano negli anni '80 sa di che cosa parlo), Dunkin' Donuts ecc. ecc. Mi piaceva ogni tanto regalarmi la mia dose di junk food, così, una volta ogni tanto. E proprio perché so bene di che cibo si sta parlando, sono stata sempre rigida con Davide che fino a sabato scorso al McDonald non ci aveva mai messo piede.

Eh sì, perché anche se le amiche mi dicono "Ma che vuoi che sia, due polpettine, un minisacchetto di patatine, un gelatino" ecc. ecc. non condivido né la filosofia del fast food, né l'abuso di carne (sapete come la penso), né l'ambiente che trovo gelido e spersonalizzato e quindi non mi piace dare a Davide questo esempio o abitudine.
Devo onestamente dire che ho avuto un fidanzato che eseguiva costantemente per conto dell'Università di Milano le analisi alimentari ogni giorno a rotazione in tutti i MacDonald di MIlano e l'unica "non conformità" che ha mai rilevato (si chiama così) è stata una sola volta un'insalata lavata male in quello del passaggio Duomo, prontamente chiuso. Carni di ottima qualità, pane fresco, pulizia accurata, temperature e stato degli olii soddisfacente ecc. ecc.

Ebbene, tuttavia non potevo privare il mio bimbo dell'esperienza che tutti i suoi amichetti fanno ogni weekend che Dio ha messo in terra e quindi siamo andati. Posto che la sua pressione era legata solo al fatto di pigliarsi i pupazzetti e non certo agli hamburger - nello specifico un orrido drago a due teste Bakugan che infatti non ha degnato di un o sguardo - devo dire che non è stato malissimo. Io ho preso un'insalata croccante e gustosa con un pollo alla griglia eccellente, davvero saporito e tenerissimo. Davide si è preso il suo McMeal o come cavolo si chiama con le crocchette di pollo e le patatine. Niente di cattivo o di strano. La triste, tristissima cosa che mi ha colpito è stato l'ambiente, e dire che noi siamo andati in uno di quelli che viene ritenuto "il più carino", quello in via Buonarroti. Pareti grigie, luci al neon tutte diverse, muri scrostati, adesivi alle pareti brutti e irriconoscibile che certo non ricreano un ambiente divertente... insomma, un luogo decisamente triste, più simile alla mensa dell'ospedale che a un luogo per famiglie e bambini.

Senza parlare del mio personale rapporto agghiacciante con Ronald McDonald che ogni volta che lo vedo mi viene in mente Stephen King e vorrei scappare mille miglia lontano! Tanto che mi sono subito iscritta a questo gruppo: "RONALD McDONALD è IN REALTA' IT, IL MOSTRO DI STEPHEN KING!!!!"

martedì 1 febbraio 2011

2050 Il pianeta ha bisogno di me

Venerdì giorno si sciopero all'asilo e quindi gita per musei. Ho portato Davide alla splendida mostra del Science Museum di Londra che ancora era aperta alla rotonda della Besana. Per insegnargli ad avere cura del suo pianeta.



Spesso davanti ai grandi drammi ecologici che viviamo e che sentiamo, ci sentiamo impotenti. Tuttavia io ho imparato anni fa ormai a non rassegnarmi di fronte all'ineluttabile, di fronte a quello che "tanto fanno tutti" ma di fare quello che posso. Sarà poco ma sicuramente, come dice Daniel Goleman (e ci ha preso pure un Nobel per questo) voglio essere uno dei singoli in grado di influenzare le scelte future di chi siede al tavolo dei bottoni.

Quindi non mi sono fatta sfuggire la ghiotta occasione della mostra del Science Museum di Londra. Bellissima. E ovviamente pochissimo comunicata.

Come mi fa incavolare vedere che le scuole si sbattono tanto per portare i bambini a vedere Dalì (e badate, sono io la prima a spezzare una lancia per l'arte) ma solo perché fa moda, è di tendenza, se ne parla ecc. e invece di questa mostra straordinaria NULLA.

Il concetto era semplice: sensibilizzare con giochi intelligenti e notizie curiose i piccoli a preservare le energie e le risorse del nostro pianeta, imparando a usarle con attenzione e a considerarle quello che sono: preziosissime gemme.

Inutile dire che Davide si è divertito moltissimo a inventare la sua nuova macchina, fatta per trasportare 50 persone, di colore verde, in metallo riciclato, alimentata a cella di idrogeno. Bellissima!
E poi a progettare la sua casetta a forma di funghetto, vicino a quelle tutte uguali dei suoi amici, scaldata con un termovalorizzatore.
E ancora un tavolone luminoso dove con dei manopoloni dovevi acchiappare e mettere da parte le preziose goccioline di acqua.

Certo, ha 5 anni, e quindi i concetti che è riuscito ad assimilare sono pochi. Però io mi sforzo di passarglieli, non perché diventi un eco-freak ma perché usi la testa prima di fare delle scelte che possono danneggiare se stesso e gli altri.

martedì 21 dicembre 2010

Il dramma dello struccante occhi

Come Giasone cercava il vello d'oro, io sto passando la mia vita a cercare lo struccante occhi giusto. Dopo aver speso qualsiasi cifra possibile e acquistato tutte le marche in commercio, forse forse ho trovato il prodotto giusto. E non crederete mai quale è....



Se faccio il conto di quanto ho speso nella mia vita per l'acquisto di prodotti struccanti per gli occhi, credo che si raggiunga il bilancio di un paese europeo. Almeno. Li ho provati davvero tutto: dai 68€ della Sisley (pessimo) ai 3€ dei vari Nivea, L'Oréal, Ponds, Rimmel ecc. ecc. Ho provato quelli di erboristeria, quelli di farmacia.

Disperata l'anno scorso ho provato a farmelo io con l'acqua distillata, la camomilla e l'hammamelis. Non tira via niente e dura due giorni perché poi si ossida e assume un colore e un odore indicibili.

Venerdì scorso vado al LIDL a prendere le sempre impareggiabili mozzarelle di bufala e vedo che hanno tutta una nuova batteria di prodotti cosmetici BIOLOGICI. Ovviamente a prezzi LIDL, quindi bassissimi!

La linea si chiama SUHADA, oddio il copy lascia un po' a desiderare ma si vede che i teutonici non hanno l'assonanza che rileviamo noi. Ci sono creme da viso, docciaschiuma, burri per il corpo e un olio per il corpo/massaggio in un bel boccettino, che vedete qui a fianco. Costa sui 5 euro.

Lo acquisto per il corpo e invece alla sera provo a utilizzarlo per struccare gli occhi: STUPEFATTA MERAVIGLIA!!!! Tira via TUTTO, dolcemente, senza lasciarmi le gocce di olio che entrano negli occhi e soprattutto idratando alla perfezione palpebre, ciglia e contorno.

Insomma, ho trovato il prodotto per me. Supercertificato (EcoCert ecc. ) e a poco prezzo.

Struccata e contenta

lunedì 13 dicembre 2010

È arrivato il raffreddore, finalmente!

No, non sono completamente pazza. È che oggi dopo quasi tre anni, Davide è a casa dall'asilo ammalato. Ha il raffreddore. Ma, ovviamente, non è un malato normale...

Oggi vi faccio ridere. Davide sono due anni e oltre che non manca un giorno dall'asilo. Non è riuscito a stare a casa nemmeno quando ha fatto la varicella, visto che gli è venuta il giovedì pomeriggio e il venerdì a scuola c'era sciopero. Quindi il lunedì era già all'asilo :-)

È dall'anno scorso che ogni volta che qualche suo amichetto è casa ammalato, lui si incupisce e si intristisce, chiedendo con insistenza: "Ma io quando mi ammalo? Voglio essere ammalato!". Ovviamente per lui essere ammalato non significa febbre, tosse, mal di gola, malessere, influenza, stare male ma equivale a stare a casa dall'asilo. Oddio, come non capirlo... Ci siamo passate anche noi, no?

Questi due giorni siamo stati al lago e in giardino c'era la neve. Non molta a dire il vero ma abbastanza da farlo felice nel fare palle di neve, costruire un razzo col papi e altri giochi. Aveva i guantini di lana e quindi è stato con le mani bagnate e gelate. Idem per i piedini perché, prima di mettere i doposci, lui è riuscito a bagnarsi le calzine. Vuoi poi il continuo dentro e fuori da casa nostra e dell'amichetto Lorenzo - spesso senza giacca o con la giacca aperta - e il fatto che io sono malatissima, insomma: ieri sera aveva 37.4 di febbre. E quindi il padre si è imposto: domani niente asilo!

Inutile dire che mio marito da idolo totale è assurto a divinità indiscussa :-) e oggi Davide è a casa.

Io credo di non averlo MAI visto più felice: salta, balla, canta, disegna, pieno di idee, di storie da raccontare, di giochi da fare...Non vuole nemmeno guardare un dvd!!

Mia suocera - provvidamente convocata per tamponare l'emergenza - mi fa: "Ma sei sicura che sia malato?". In effetti dopo la tachipirina di febbre non ne ha e gli sto dando solo in Nysikind per fargli sparire eventuali sintomi da influenza anche se, devo dire, ha solo un raffreddorone e quindi forse meglio il Rimikind.

Chi deve curarsi, al solito, sono io....