Già, la fa semplice lui. La fa suonare come qualcosa di divertente ma in realtà ciò che una crociera mi fa venire in mente ora è l'immagine della Costa Concordia spiaggiata sulle coste del Giglio.
Sono riuscita a sopravvivere ai tre giorni di fase di attacco. Risultato? Meno 9 etti. Lui si aspettava due chili. Il che mi fa già capire che - pur senza ALCUNO sgarro - il mio dimagrimento non è come lo è per gli altri.- Al solito, gli standard e le statistiche a me non si applicano. Dio solo sa perché io devo fare così tanta fatica in più rispetto agli altri a dimagrire. Quindi ovviamente la mia motivazione è precipitata modello masso.
Ho voglia io a leggere le case history di successo, ho voglia io ad andare avanti a pollo bollito e bresaola, qui non si schioda nulla. Unico lato positivo della vicenda è che 'sta crusca di avena è buonina e mi fa andare in bagno come un velluto. Non che avessi problemi ma insomma, aiuta.
Nella fase di attacco il dottor Dukan ti chiede sempre se c'è qualche alimento di cui proprio sentivi tanto la mancanza e io ho sempre risposto: la frutta. Infatti la frutta per me è sempre stato il dolcino, la piccola delizia che mi concedo per gratificarmi a fine pasto. Beh, dopo tre giorni lui che cosa mi risponde? Che per farmi contenta una SERA alla settimana posso saltare il pasto e scofanarmi 800 gr di frutta, ovviamente NON uva, banane, fichi, ciliegie, fragole, arance, mandarini, avocado.... cioè solo mele e pere praticamente, visto che abito a Milano e non a Copacabana.
Quindi, shove it anche la frutta.
Stasera però mi sono concesse le verdure, ovviamente scondite.
Va bene, insisto. Ho bisogno di crederci in questa dieta. Ho bisogno di cominciare a sperare di potere, un giorno, forse, essere magra anche io.
Per adesso sono ancora nel baratro della tristezza e della demotivazione.
giovedì 2 febbraio 2012
lunedì 30 gennaio 2012
Ho iniziato la dieta Dukan
E questo vi dice quanto ormai sia disperata per questo peso che non riesco a mandare via. Per essermi rivolta a un francese, vuole dire che sono proprio alla frutta.
Bene, oggi è il giorno 1 della dieta che mi porterà a pesare 64 chili - il mio peso forma ideale, quello che mi fa indossare una scarsa 42 - al 10 di maggio. E quindi ho deciso di auto-motivarmi tenendo il blog quotidiano dei miei risultati. Sperando appunto che ci siano dei risultati di cui parlare.
Ad oggi la motivazione è tanto scarsa quanto è alto lo schifo che mi faccio. Quindi non so dove andrò a finire. Vorrei fare tipo Julia&Julia e quindi sfogarmi qui da sola, tanto non mi ha mai letto nessuno, mica arriverete tutti adesso, no?
Domani spenderò due parole in più sul principio di questa dieta che appare assolutamente squilibrata e dissennata però offre un eccellente servizio di coaching onine quotidiano, il che è perfetto per una come me che sta sempre al pc e che non ama il contatto diretto quando si parla di chili di troppo.
La mattina è iniiziata con tisana e uovo sodo. A mezzogiorno tartare di salmone e tonno e petti di pollo alle spezie (deliziosi, devo ammettere). Stasera pollo lesso che mi sforzerò di mangiare anche se ho zero fame.
Mi manca un sacco la frutta e la verdura e non ho trovato la crusca d'avena che, peraltro, non ho manco capito se devo prendere o no.
Bene, oggi è il giorno 1 della dieta che mi porterà a pesare 64 chili - il mio peso forma ideale, quello che mi fa indossare una scarsa 42 - al 10 di maggio. E quindi ho deciso di auto-motivarmi tenendo il blog quotidiano dei miei risultati. Sperando appunto che ci siano dei risultati di cui parlare.
Ad oggi la motivazione è tanto scarsa quanto è alto lo schifo che mi faccio. Quindi non so dove andrò a finire. Vorrei fare tipo Julia&Julia e quindi sfogarmi qui da sola, tanto non mi ha mai letto nessuno, mica arriverete tutti adesso, no?
Domani spenderò due parole in più sul principio di questa dieta che appare assolutamente squilibrata e dissennata però offre un eccellente servizio di coaching onine quotidiano, il che è perfetto per una come me che sta sempre al pc e che non ama il contatto diretto quando si parla di chili di troppo.
La mattina è iniiziata con tisana e uovo sodo. A mezzogiorno tartare di salmone e tonno e petti di pollo alle spezie (deliziosi, devo ammettere). Stasera pollo lesso che mi sforzerò di mangiare anche se ho zero fame.
Mi manca un sacco la frutta e la verdura e non ho trovato la crusca d'avena che, peraltro, non ho manco capito se devo prendere o no.
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venerdì 4 novembre 2011
Salva l'ambiente con i cosmetici
L’Occitane e LifeGate lanciano l’iniziativa “La bellezza salverà il mondo”: dal 1 novembre al 31 dicembre, in tutti i negozi l’Occitane, possiamo consegnare i contenitori vuoti di creme, profumi, bagnoschiuma e contribuire così alla tutela di una foresta in Argentina.
“La bellezza salverà il mondo” recitava Dostoevskij. E proprio questa citazione è stata d’ispirazione all’omonimo progetto promosso da L’Occitane e LifeGate. L’idea è semplice quanto efficace: utilizzare i contenitori vuoti dei cosmetici per contribuire alla tutela di una foresta in Argentina.
Come? Dal 1° novembre al 31 dicembre è possibile riconsegnare in tutti i punti vendita L’Occitane i contenitori vuoti, in plastica e vetro, dei propri prodotti di bellezza: creme, profumi, bagnoschiuma ed altro, tutte le marche sono ben accette!. Per ogni contenitore riconsegnato, L’Occitane, grazie alla collaborazione di LifeGate, donerà 1 € per la tutela di una foresta primaria in Argentina Un piccolo gesto concreto a favore del pianeta… e dei clienti! Tutti coloro che aderiranno all’iniziativa, infatti, verranno “ricompensati” con un buono sconto di 1€ cumulabile ed utilizzabile da subito in tutte le boutique L’Occitane Italia e con un kit di prodotti in taglia prova in omaggio. I contenitori raccolti verranno poi recuperati in collaborazione con i consorzi Corepla e Coreve e avviati al riciclo.
L’iniziativa conferma l’attenzione di L’Occitane e LifeGate a favore dell’ambiente, impegnati nel sensibilizzare i consumatori versi i temi della responsabilità ambientale e del riciclo.
“La bellezza salverà il mondo” recitava Dostoevskij. E proprio questa citazione è stata d’ispirazione all’omonimo progetto promosso da L’Occitane e LifeGate. L’idea è semplice quanto efficace: utilizzare i contenitori vuoti dei cosmetici per contribuire alla tutela di una foresta in Argentina.Come? Dal 1° novembre al 31 dicembre è possibile riconsegnare in tutti i punti vendita L’Occitane i contenitori vuoti, in plastica e vetro, dei propri prodotti di bellezza: creme, profumi, bagnoschiuma ed altro, tutte le marche sono ben accette!. Per ogni contenitore riconsegnato, L’Occitane, grazie alla collaborazione di LifeGate, donerà 1 € per la tutela di una foresta primaria in Argentina Un piccolo gesto concreto a favore del pianeta… e dei clienti! Tutti coloro che aderiranno all’iniziativa, infatti, verranno “ricompensati” con un buono sconto di 1€ cumulabile ed utilizzabile da subito in tutte le boutique L’Occitane Italia e con un kit di prodotti in taglia prova in omaggio. I contenitori raccolti verranno poi recuperati in collaborazione con i consorzi Corepla e Coreve e avviati al riciclo.
L’iniziativa conferma l’attenzione di L’Occitane e LifeGate a favore dell’ambiente, impegnati nel sensibilizzare i consumatori versi i temi della responsabilità ambientale e del riciclo.
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mercoledì 26 ottobre 2011
Riciclo, "Vita da lampadina" tra i banchi di scuola
La lezione di WWF ed Ecolight per le classi elementari: "Una luce più 'green' è possibile". Al via il progetto per il corretto uso e smaltimento delle lampadine a risparmio energetico. Un storia complicata anche per i grandi per cui è meglio iniziare subito. Non credete?
Imparare già dai banchi di scuola che dalle lampadine a risparmio energetico ormai in disuso si possono "estrarre" vetro, plastica, alluminio e mercurio per riaccendere una luce elettrica più green, ottenuta da lampadine a basso consumo esauste e per di più riciclate. È la lezione di ecologia che WWF ed Ecolight, consorzio per la gestione dei RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), portano nelle scuole elementari con "Vita da lampadina", progetto per il corretto uso e smaltimento delle lampadine a risparmio energetico. L'iniziativa è dedicata agli alunni delle classi elementari per spiegare perché le lampadine a risparmio energetico esauste devono essere riciclate.
A differenza delle vecchie lampadine a incandescenza, ormai non più commercializzate, quelle a risparmio energetico sono considerate rifiuti speciali perché contengono sostanze inquinanti: devono quindi seguire un preciso percorso di raccolta e recupero. Nasce così "Vita da lampadina", il programma didattico attraverso il quale i ragazzi possono "toccare con mano" com'è fatta una lampadina a risparmio energetico, come funziona, perché deve essere raccolta separatamente e come deve essere trattata affinché possa dare vita a vetro, plastica, alluminio e fornire mercurio per realizzare altre lampadine.
Tre le fasi dell'iniziativa: si inizia con dei laboratori che saranno proposti direttamente in aula. Qui gli educatori del WWF spiegheranno come sono fatte queste lampadine e cosa è possibile ottenere da esse. Ai ragazzi saranno mostrate le fasi di recupero, le materie prime seconde ottenute dalla lavorazione e gli oggetti che vengono realizzati. Con la seconda fase del progetto, gli alunni saranno invitati a raccontare con immagini quanto appreso: dai disegni e sceneggiature proposte saranno realizzati dei cartoni animati per spiegare ad altri ragazzi la "vita di una lampadina". Da ultimo, la visita ad una delle Oasi WWF come premio per i migliori lavori.
Bello, no?
Imparare già dai banchi di scuola che dalle lampadine a risparmio energetico ormai in disuso si possono "estrarre" vetro, plastica, alluminio e mercurio per riaccendere una luce elettrica più green, ottenuta da lampadine a basso consumo esauste e per di più riciclate. È la lezione di ecologia che WWF ed Ecolight, consorzio per la gestione dei RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), portano nelle scuole elementari con "Vita da lampadina", progetto per il corretto uso e smaltimento delle lampadine a risparmio energetico. L'iniziativa è dedicata agli alunni delle classi elementari per spiegare perché le lampadine a risparmio energetico esauste devono essere riciclate. A differenza delle vecchie lampadine a incandescenza, ormai non più commercializzate, quelle a risparmio energetico sono considerate rifiuti speciali perché contengono sostanze inquinanti: devono quindi seguire un preciso percorso di raccolta e recupero. Nasce così "Vita da lampadina", il programma didattico attraverso il quale i ragazzi possono "toccare con mano" com'è fatta una lampadina a risparmio energetico, come funziona, perché deve essere raccolta separatamente e come deve essere trattata affinché possa dare vita a vetro, plastica, alluminio e fornire mercurio per realizzare altre lampadine.
Tre le fasi dell'iniziativa: si inizia con dei laboratori che saranno proposti direttamente in aula. Qui gli educatori del WWF spiegheranno come sono fatte queste lampadine e cosa è possibile ottenere da esse. Ai ragazzi saranno mostrate le fasi di recupero, le materie prime seconde ottenute dalla lavorazione e gli oggetti che vengono realizzati. Con la seconda fase del progetto, gli alunni saranno invitati a raccontare con immagini quanto appreso: dai disegni e sceneggiature proposte saranno realizzati dei cartoni animati per spiegare ad altri ragazzi la "vita di una lampadina". Da ultimo, la visita ad una delle Oasi WWF come premio per i migliori lavori.
Bello, no?
mercoledì 5 ottobre 2011
Philadelphia al cioccolato... YUM!
Non so a chi sia venuto in mente di abbinare il mitico formaggio spalmabile al cioccolato ma vi assicuro che è una coppia vincente! Slurp!
Essendo personalmente una grande fan del Philadelphia classico, ho sempre evitato sicut peste le altre declinazioni: quello con le olive, quello al salmone ecc. Però stavolta, cedendo all'offerta, l'ho preso e messo in frigo, dove è restato un paio di giorni. Non so, avevo come una resistenza ad assaggiarlo per timore di rimanere delusa. No, ragazze, non potete capire: tutto può accadervi assaggiando questa crema fresca fuorché di rimanere deluse: è F-A-N-T-A-S-M-A-G-O-R-I-C-A!!! Buonissima, slurpica, golosa, fresca, delicata e non so come altro descriverla.
Strepitosa da sola, scofanandola col cucchiaio e pulendo la vaschetta con lingua e dita - lo so, NON un bello spettacolo per la vista ma una delizia totale per il palato - ed eccezionale come base per un dessert improvvisato ma di livello.
Inutile dirvi che la prima confezione è sparita che c'era ancora la rugiadina sopra del frigo. Ne ho subito presa un'altra e realizzato al volo dessert in mini-ramekind con base di Philadelphia, spaghetti di maronita (fatti con lo schiaccia aglio) e panna montata. Un figurone!!!
E cedendo al mio atavico fanatismo per la lettura attenta delle etichette scopro con piacere che non ci sono porcherie, niente addensanti e conservanti, quindi YEY!
Un downsize in realtà c'è e cioè che è totalmente ADDICTIVE!!! :-) :-)
Essendo personalmente una grande fan del Philadelphia classico, ho sempre evitato sicut peste le altre declinazioni: quello con le olive, quello al salmone ecc. Però stavolta, cedendo all'offerta, l'ho preso e messo in frigo, dove è restato un paio di giorni. Non so, avevo come una resistenza ad assaggiarlo per timore di rimanere delusa. No, ragazze, non potete capire: tutto può accadervi assaggiando questa crema fresca fuorché di rimanere deluse: è F-A-N-T-A-S-M-A-G-O-R-I-C-A!!! Buonissima, slurpica, golosa, fresca, delicata e non so come altro descriverla.
Strepitosa da sola, scofanandola col cucchiaio e pulendo la vaschetta con lingua e dita - lo so, NON un bello spettacolo per la vista ma una delizia totale per il palato - ed eccezionale come base per un dessert improvvisato ma di livello. Inutile dirvi che la prima confezione è sparita che c'era ancora la rugiadina sopra del frigo. Ne ho subito presa un'altra e realizzato al volo dessert in mini-ramekind con base di Philadelphia, spaghetti di maronita (fatti con lo schiaccia aglio) e panna montata. Un figurone!!!
E cedendo al mio atavico fanatismo per la lettura attenta delle etichette scopro con piacere che non ci sono porcherie, niente addensanti e conservanti, quindi YEY!
Un downsize in realtà c'è e cioè che è totalmente ADDICTIVE!!! :-) :-)
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mercoledì 14 settembre 2011
Finalmente a scuola la merenda sana
Sono un po' sparita in questi giorni perché Davide ha iniziato la scuola elementare. Sospendo il giudizio e le mie ansie sul metodo globale utilizzato e spezzo invece una netta lancia a favore della scelta della sua scuola di adottare un tipo di alimentazione sana. Hanno abolito l'educazione civica ma quella alimentare va alla grandissima!
Riunione con genitori e corpo docente. Quando si arriva agli orari e alla scansione della giornata scopro con stupefatta meraviglia che la scuola aderisce al programma europeo di salute e igiene alimentare e che quindi le UNICHE ripeto UNICHE merende permesse, consigliate e tollerate sono FRUTTA E VERDURA FRESCHE E PACCHETTI DI CRACKER PORZIONATI.
Devo dire che il mormorio è serpeggiato tra le madri, molte delle quali abituate a piazzare tra le ganasce dei propri piccoli merendine, focacce, pizzette, patatine, brioches confezionate, grassi saturi, carboidrati complessi e vario ciarpame sintetico. Ovviamente qualche integralista dell'alimentazione, come me, c'era e, altrettanto, ovviamente ha gongolato non poco. :-)
Ma la cosa bella che è successa è che improvvisamente tutte le mamme hanno aderito e al mattino dopo (mi han detto le maestre) tutti i bambini hanno tirato fuori alle 10.30 dal loro zainetto lo scatolino con le mele, le fragole, una manciata di acini di uva, una pesca a spicchi, carote, finocchi, sedano e pomodorini.
Per Davide è un costretto rientro nei ranghi dopo le concessioni dell'estate (ecceccavolo è vacanza anche per lui e anche per me che non posso sempre combattere!) al quale però si è adattato senza fare una piega. E quindi domani FINOCCHIO.
Riunione con genitori e corpo docente. Quando si arriva agli orari e alla scansione della giornata scopro con stupefatta meraviglia che la scuola aderisce al programma europeo di salute e igiene alimentare e che quindi le UNICHE ripeto UNICHE merende permesse, consigliate e tollerate sono FRUTTA E VERDURA FRESCHE E PACCHETTI DI CRACKER PORZIONATI.
Devo dire che il mormorio è serpeggiato tra le madri, molte delle quali abituate a piazzare tra le ganasce dei propri piccoli merendine, focacce, pizzette, patatine, brioches confezionate, grassi saturi, carboidrati complessi e vario ciarpame sintetico. Ovviamente qualche integralista dell'alimentazione, come me, c'era e, altrettanto, ovviamente ha gongolato non poco. :-)Ma la cosa bella che è successa è che improvvisamente tutte le mamme hanno aderito e al mattino dopo (mi han detto le maestre) tutti i bambini hanno tirato fuori alle 10.30 dal loro zainetto lo scatolino con le mele, le fragole, una manciata di acini di uva, una pesca a spicchi, carote, finocchi, sedano e pomodorini.
Per Davide è un costretto rientro nei ranghi dopo le concessioni dell'estate (ecceccavolo è vacanza anche per lui e anche per me che non posso sempre combattere!) al quale però si è adattato senza fare una piega. E quindi domani FINOCCHIO.
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giovedì 8 settembre 2011
Milano ai primi posti per stress da trasporto
Che vergogna, che tristezza. La capitale morale, la città della moda, il capoluogo del lavoro al nono posto tra le città del mondo dove andare in auto al lavoro viene percepito come altamente stressante e, ovviamente, inquinante.
L'indagine viene svolta annualmente da IBM e pubblicata dal Wall Street Journal. L'ho appena letta e mi è venuta una tristezza che non vi sto neanche a dire. Che vergogna leggere la mia città in questa classifica! Ma possibile che non riusciamo proprio a farci niente? Possibile che non riusciamo proprio a staccare le chiappe dalle auto e a metterle su una bicicletta, su un tram, su un treno, su un autobus? NOn entro nella trita (ancorché vera) demagogia sull'abbastanza scarso servizio pubblico milanese ma mi sorge spontanea la domanda: davvero la qualità della vita di chi passa un'ora o più in auto per spostarsi è migliore di chi la passa in treno e in autobus? Preferite davvero stare da soli in auto a imprecare, ascoltando il trito blaterare di bolliti deejay? Non sarebbe più divertente picchiarsi in metro e leggersi un libro, anche in piedi? Non sarebbe più gratificante pettegolare con un'amica sull'autobus? Non sarebbe più sano fare magari un bel pezzo a piedi guardandosi le vetrine (e meglio se son chiuse, così non si cade in tentazione... sai... la crisi...) e poi prendere un mezzo solo per l'ultimo tratto?
Adesso direte che ci mettereste mezz'ora di più, che a casa vostra non passa niente, che i mezzi sono sporchi e non passano mai, che fate orari che non consentono di usare i mezzi ecc. ecc. Sono sicura che tutti noi abbiamo le nostre ottime scuse e le nostre ragioni. Ma proviamo a pensarci e a fare un piccolo sforzo. Come dice sempre l'ottimo Goleman, anche un piccolissimo cambiamento da parte di uno solo di noi FA LA DIFFERENZA.
L'indagine viene svolta annualmente da IBM e pubblicata dal Wall Street Journal. L'ho appena letta e mi è venuta una tristezza che non vi sto neanche a dire. Che vergogna leggere la mia città in questa classifica! Ma possibile che non riusciamo proprio a farci niente? Possibile che non riusciamo proprio a staccare le chiappe dalle auto e a metterle su una bicicletta, su un tram, su un treno, su un autobus? NOn entro nella trita (ancorché vera) demagogia sull'abbastanza scarso servizio pubblico milanese ma mi sorge spontanea la domanda: davvero la qualità della vita di chi passa un'ora o più in auto per spostarsi è migliore di chi la passa in treno e in autobus? Preferite davvero stare da soli in auto a imprecare, ascoltando il trito blaterare di bolliti deejay? Non sarebbe più divertente picchiarsi in metro e leggersi un libro, anche in piedi? Non sarebbe più gratificante pettegolare con un'amica sull'autobus? Non sarebbe più sano fare magari un bel pezzo a piedi guardandosi le vetrine (e meglio se son chiuse, così non si cade in tentazione... sai... la crisi...) e poi prendere un mezzo solo per l'ultimo tratto? Adesso direte che ci mettereste mezz'ora di più, che a casa vostra non passa niente, che i mezzi sono sporchi e non passano mai, che fate orari che non consentono di usare i mezzi ecc. ecc. Sono sicura che tutti noi abbiamo le nostre ottime scuse e le nostre ragioni. Ma proviamo a pensarci e a fare un piccolo sforzo. Come dice sempre l'ottimo Goleman, anche un piccolissimo cambiamento da parte di uno solo di noi FA LA DIFFERENZA.
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