martedì 18 maggio 2010

Gita in Valsesia

Che bella giornata! Sabato gita in Valsesia con i bimbi e i genitori. Grandi e piccoli alla scoperta di mestieri e usanze antiche: dalla pittura alla macina della farina. In un paesaggio da Heidi.



Vista la pochezza dell'organizzazione all'asilo, un papà ha deciso di organizzare una gita autarchica. Si va tutti in Valsesia, a Mollia, a visitare il mulino ad acqua del 1500. L'occasione è ghiotta sul serio perché al mulino i bambini imparano a macinare il grano, a fare la farina, a vedere come funziona il forno (con fuoco alimentato 24 ore su 24 dal mulino stesso con un sistema di mantici), a impastare e quindi a fare la pizza che tutti ci siamo mangiati con gusto!
Non vi dico l'eccitazione dei piccoli, complici una giornata di sole straordinario dopo due mesi di pioggia incessante, e l'aria rarefatta di montagna che - carica di ossigeno - probabilmente dopava i bambini.

Nel pomeriggio poi visita alle caprette e al caseificio, con tanto di mungitura delle capre summenzionate e sbafata cosmica di yogurt di capra (colloso e caprosissimo!) e di formaggi da far resuscitare i morti del Pliocene.

Insomma, una giornata straordinaria e una gita nel verde che unisce gastronomia-cultura-divertimento.

Bellissimo.

lunedì 10 maggio 2010

Solari bio e sicuri. Forse.

Sono anni che ci sono prodotti cosmetici naturali, biologici, senza parabeni, senza conservanti, senza profumazioni. E molti sono davvero ottimi ed efficaci. Tuttavia c'era un campo in cui la cosmesi bio non poteva arrivare: i solari.

Dopo anni di sole mal preso e due interventi per melanomi, onde evitare di ritrovarmi con la faccia di uno sharpei prima che mio figlio vada alle elementari, ho deciso che invece di sbattere via tanti soldi in prodotti solari e tanto tempo a crogiolarmi al sole, forse è meglio sdraiarmi all'ombra e ciao.

Forse infatti non sapete che fino ad ora non era stato scoperto alcun ingrediente davvero efficace nella protezione della nostra pelle dai raggi UVA e UVB. Per cui bisognava ricorrere ai soliti prodotti che contengono il famigerato OXYBENZONE, una sostanza catalogata con pericolo 9 (il massimo) per la nostra pelle. Una chimichello che ha accertati rischi di cancro, tossicità e che procura addirittura problemi di fertilità. Eppure noi felici spalmiamo noi e i nostri piccoli con litri di creme. La domanda che sorge spontanea è se siano più dannosi i raggi UV o l'oxybenzone.

Non ho la risposta - tranne il summenzionato consiglio di non esporsi al sole e basta - ma oggi ho letto una buona notizia sul sito GreenPlanet.net che vi racconto.
È ora disponibile un prodotto di provata provenienza, produzione ed efficacia in grado di proteggerci con sostanze naturali al titanio.

Pare che sia in vendita al NaturaSi. Domani vado a vedere e vi copio la composizione dichiarata in etichetta.

martedì 4 maggio 2010

I prodotti per capelli naturali Davines

Anni fa lessi su Elle che Madonna, nota amante di prodotti naturali (botox a parte), usava per i suoi fantasmagorici capelli i prodotti Davines. E ho aperto la caccia al parrucchiere...

Non è stato facile pure nella metropoli tentacolare milanese fino al giorno in cui - udite, udite - hanno aperto sotto casa mia, stesso numero civico, un salone Davines. Grata al destino e san Spazzola, mi ci sono precipitata e, ovviamente, ho acquistato anche da usare a casa i loro prodotti. Peraltro made in Parma, Italy.

Sono in effetti molto buoni. Durano moltissimo, non mi è mai capitato di avvertire prurito, fastidio, le confezioni sono riciclate e riciclabli e non costano uno sproposito (tipo € 12 per uno shampoo che dura mesi). Tutto bene fino al giorno in cui ho controllato gli ingredienti sbandierati come naturali e biologici sul mitico database cosmetico. Cappero, come mai sono classificati come livello rosso 8!?!?!??!?! Mi è crollato il mondo addosso.
E invece sono andata a leggere meglio e scopro che l'unico prodotto considerabile tossico è il profumo. Sempre lui. Non c'è libro sull'argomento che legga che dice sempre di diffidare della scritta "perfume" o "profumo" in effetti perché sotto quelle poche lettere si possono mascherare le peggio cose. Tuttavia tutti, dico tutti, gli altri ingredienti sono davvero a rischio zero di tossicità e pericolo per il nostro corpo e quindi benvengano!

Provateli, anche perché la Davines, oltre ad essere un brand tutto made in Italy (anche nella sua linea beauty Comfort Zone) produce in modo sostenibile ed ecologico.

lunedì 26 aprile 2010

La borsa e la bici

Sfogliando il sempre ottimo Elle, ho scoperto che esistono delle adorabili borse da bici, fatte a misura di cestino, con addirittura i ganci anti-scippo. Sono talmente deliziose che incentivano l'uso della bici.


Lo dico apertamente: sono una che "consuma" i cestini da bici. Lo giuro. Non so come mai ma io uso talmente tanto la bicicletta per tutto che consumo i cestini. Dopo un po' mi si rompono. Quelli di vimini/paglia si consumano e comunque stando alle intemperie si sciolgono. Quelli di plastica (li detesto ma una volta l'ho comprato) li spacco. Quelli di ferro dopo un po' si sfondano sbattendo sul faro o sulle ganasce che tengono le ruote. Quindi il tema "trasporto oggetti/spesa/computer" in bici è un argomento al quale sono molto sensibile.


Avendo dietro il seggiolino per il bimbo, tutto quello che ho da caricare lo posso mettere davanti e qui si innesca l'eterno problema femminino: la borsa da bici.

Ultimamente vado di zaino e di tracolle che mi porto in gobba stile soma da... somaro (appunto) fino a che vengo a sapere di queste adorabili borse Cestì che sono realizzate a misura di cestino standard e che si possono attaccare e staccare senza problemi. Quindi posso portarmela in giro avendo un'aria quasi normale.

Scopro il sito ma non c'è molto. Non c'è listino prezzi, non ci sono punti vendita a Milano. Quindi li ho contattati per sapere dove si trovano, quanto costano e se sono realizzate in materiali ecosostenibili e riciclabili.

Ne sapete qualcosa?

martedì 13 aprile 2010

Tessere ricaricabili ATM

Oggi ho preso il metro e sono rimasta per una volta piacevolmente stupita da un servizio ATM: esistono le tessere ricaricabili.

Uh oh, stupefatta meraviglia. Milano sembra quasi una città civile e sostenibile. Oggi, timbrando il biglietto, ho notato una pubblicità stampata sullo stesso che avvisava che sono disponibili le tessere per i mezzi pubblici ricaricabili. Non sono nominali per cui arma a doppio taglio: da una parte figata perché possiamo usarla tutti in famiglia, dall'altra sfiga perché se la smarrisco carica è una belle fregatura.

Posto che non la smarrirò (almeno ci proverò), mi sembra una buona idea. La carico quando ho soldi e tempo e così di fatto non sarò più alla disperata di un'edicola o di una monetina per accedere alle macchinette.

L'ho acquistata all'info point atm e la tipa allo sportello mi ha detto che ci sono 2 viaggi (costa 2 euro) e solo dopo aver consumato quei due viaggi la posso ricaricare. La logica sottesa mi è oscura, ma ci provo.

Già che c'erano però potevano abbinarci anche una raccolta punti. Una bella Fidaty dell'ATM. Peccato che il concetto stesso sia un ossimoro a Milano: fidarsi dei trasporti pubblici è data 1 a 1000 al Lotto.

:-) :-)

mercoledì 7 aprile 2010

Delirio differenziato

Sembra il nome di una band post moderna e invece è quello che accade a Stresa, perla del Lago Maggiore, quando si deve raccogliere la spazzatura. Buttare per credere.


A Stresa e in tutto il Verbanio Cusio Ossola è ormai in atto un nuovo sistema di raccolta differenziata. Già è scioccante che non fosse obbligatoria (pazzesco!) fino adesso ma il sistema scelto ha del grottesco. In pratica a ogni famiglia sono stati consegnati (andandoseli a pigliare in comune) due contenitori giganti e un certo numero di sacchi colorati, bianchi e rossi. Secondo l'amministrazione, a giorni diversi della settimana, noi dovremmo mettere fuori dal portone sacchi e contenitori e un camion passerà a ritirarli. Peccato che il servizio sia ovviamente attivo dal lunedì al venerdì e che l'80% della popolazione di Stresa sia costituita - come me - da villeggianti che stanno su solo il sabato e la domenica. Naturalmente i contenitori e sacchi possono essere lasciati fuori esclusivamente nel giorno della loro raccolta, pena salatissime multe. No, dico, ditemi voi come dovrei fare.

Sono davvero scioccata dalla miopia disfunzionale che mostra il comune della mia amatissima Stresa nell'aver posto in essere questo delirante sistema. Non riesco a capire come mai per il VCO non possano essere adottati sistemi efficienti, testati già in uso in altre città. Ad esempio Milano.

Ad oggi, 7 aprile 2010, le promesse isole ecologiche per i non residenti non ci sono e io, che differenzio con attenzione e coscienza ecologica da 15 anni (quando non era obbligatorio) mi sento offesa e presa in giro. Ogni domenica mi trasformo in un'emigrante degli anni '50 perché sono costretta a rientrare a Milano con la macchina carica di sacchi di spazzatura che svuoto negli appositi contenitori della mia città. Vi pare una cosa sensata? Cosa che peraltro mi impedisce di spostarmi in treno perché ho sempre dietro i sacchi peggio di un senzatetto.

E se ci fate caso, l'autostrada dei laghi è piena di sacchi di basura lanciati evidentemente dai finestrini di villeggianti molto meno coscienziosi di me. Ne siamo felici?

Chi trascorre solo il weekend non ha modo di lasciare fuori né di ritirare gli appositi contenitori durante la settimana. Inoltre per chi, come noi, abita in un bilocale, non c'è nemmeno lo spazio fisico per tenersi in casa questi orrendi bidoni. A meno di non mettere fuori dal portone il divano o il letto.

Non riesco davvero a capire perché il Comune debba accollarsi la spesa della raccolta porta a porta quando basterebbe una seria campagna di sensibilizzazione e stimolo all'abitudine al differenziare recandosi poi a buttare la spazzatura nelle apposite campane/bidoni. Non posso credere che la raccolta porta a porta per tutte le frazioni costi di meno della svuotatura (come dicono i cugini elevetici) delle campane.

Se poi fate un giro dietro al cimitero, vi accorgerete che la buona volontà dei residenti e non che vogliono differenziare è vanificata dal fatto che le campane non vengono adeguatamente svuotate e quindi si ammucchiano sacchi e sacchi di spazzatura che diventa per forza di cose... indifferenziata. Danno e beffa.

Stresa come Napoli?

mercoledì 31 marzo 2010

Buona Pasqua!

Sono iniziate le vacanze di Pasqua, almeno per i bambini. Gli asili chiudono e noi mamme che lavoriamo, come ci organizziamo? Mi consola la prospettiva dell'uovo di cioccolato...

Allora, questa settimana per fortuna l'università è chiusa e quindi non ho lezione. Il che mi esime dalle nottate a preparare le slide della volta dopo. Tuttavia di riposo se ne parla poco perché il giorno di Pasqua avrò ospiti i miei, ahimé. E quindi via di rosticciata di agnello.
I miei suoceri, Dio li benedica, domani partono per due settimane di meritata vacanza e io sono qui sola. Sola con il mio bambino.
Domani abbiamo in programma di andare in questura a fare i passaporti. Povero bimbo mio, iniziarlo alla orrida burocrazia italiana a 4 anni!
Vi saprò dire, intanto Buona Pasqua con l'augurio che dentro l'uovo ci sia proprio quello che volete.